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Lanterna ad olio nella laguna

Spesso i mestieri diventano arte.

Sopratutto nel passato, artigianato, mestiere ed arte si fondevano per necesità.

Gli oggetti d’uso quotidiano nel tempo sono divenuti delle rarità , proprio per lo scarso valore che gli veniva attribuito  nel tempo a cui appartenevano. Essi erano frutto di antica maestria manuale dettata  dall’ esperienza, che andava ben oltre la mera necessità, soddisfacendo i bisogni più umani, nella costante ricerca del modo di poter alleviare la crudezza del proprio onere, con i pochi mezzi che le ristrettezze mettevano a disposizione.

Ogni cosa veniva plasmata assecondando la natura del luogo d’impiego, usando i materiali e le conoscenze tecniche a disposizione.

SCUOLA

Oggi primo giorno di scuola anno 2022/23, i giornali denunciano carenza di cattedre, i politici invocano riforme strutturali. Da padre mi chiedo: Perché non aumentare gli stipendi ai professori, con un normale contratto da quaranta ore settimanali tutto l’anno, tanto anche d’estate volendo c’è da lavorare pur senza gli studenti, anziché continuare con un contratto verticale da diciotto ore, e continuare a sorbire le loro lamentele per il fatto che sono costretti a portarsi il lavoro a casa?

Interazione di Storia

Argomento per i più noioso, la Storia, cercare di capire il motivo per cui questo tipo di conoscenza sia così ostico è pressoché concepibile solo facendo riferimento all’ambito scolastico. Fin dal primissimo approccio nelle scuole elementari viene insegnato come materia secondaria e priva di interesse, senza che venga trasmesso un minimo di entusiasmo.

Io personalmente, vedo la materia di studio esattamente come leggo un libro di avventura, la Storia non è altro che questo con l’unica differenza che le avventure non sono frutto di immaginazione, ma di realtà, di fatti belli e brutti che hanno costruito, e costituiscono la nostra quotidianità.

Si può trasmettere a chi ci sta intorno ogni giorno, senza che l’interlocutore se ne accorga, evitando di dare l’impressione di essere saccenti logorroici, anche con un timido “eh si tu hai ragione, ma se siamo a questo è perché prima di tutto ciò è successo qualcosa d’altro”, sarà quasi automatico per chi ci sta di fronte chiedere cosa è avvenuto, ancora noi stessi ad essere bravi a rispondere il più esaustivamente possibile con il minimo numero di parole, considerando che una frase è già quasi troppo, ma forse una volta su mille avremo fatto scattare le molle della curiosità.

Catatonico

Finestre aperte, parafrasi di porte aperte, aperte come le visione dei visionari, che sognano la caduta dei muri, che crollano nel 1986. Berlino una Germania che si riunisce, una filosofia che prende forma, Schopenhauer che gongola nella tomba, ve lo immaginate? E poi? “il cane che insegue la carne che si allontana” E’ irreversibile, un processo inarrestabile, una vita spesa male alla ricerca della verità come Diogene, nudo dentro una botte con una candelina in mano per far luce nel buio della falsità, ma ancor più dell’ ignoranza. La conoscenza non esposta è un attentato alla cultura, bisogna però saperlo fare, magari sapessi farlo io, senza sembrare pedante od arrogante, il saputello che non sa, ma chi sa, dovrebbe avere il dovere di insegnare che sapere è l’ unica possibilità di poter scegliere. Monnet che insegna, Schuman che impara e che spiega ad Adenauer che a sua volta chiama De Gasperi per navigare alla Ceca, tutti insieme. Come in vecchio film impaziente attendo il finale, cosciente che stiamo vivendo l’ennesimo colpo di scena.

La nuova guerra, speriamo resti fredda

Le monete parlano, lo fanno attraverso il loro metallo, la loro simbologia, attraverso loro legende ed il valore nominale che le contraddistinguono.

Ogni conio in circolazione, deve affermare in modo chiaro e netto, che l’economia è sana, ed il merito è del governo che guida del Paese. 

La simbologia: La simbologia più ricorrente nelle monete dell’ area comunista sono: 

Falce e martello, che rappresentano l’unione tra i lavoratori agricoli ed operai.

Il sole che sorge, a rappresentare il nuovo corso della rivoluzione bolscevica.

La stella rossa (naturalmente sulle monete non appare colorata), simbolo dell’armata rossa rivoluzionaria.

La Guerra fredda: 

La Guerra fredda comincia con la fine della Seconda guerra mondiale ed è caratterizzata dall’opposizione tra  due grandi potenze con due diversi modelli di sviluppo: da un lato il capitalismo, dall’altro il comunismo. Si definisce “guerra fredda” per il semplice motivo che nonostante il massiccio dispiegamento di armi da ambo le parti non ha mai avuto uno scontro diretto: questo conflitto infatti non può essere risolto militarmente poiché l’avvento di strumenti di distruzione di massa, rende impraticabile l’opzione militare. Il confronto per affermare la propria egemonia avviene a livello regionale, appoggiando una delle fazioni in lotta.

 La creazione di due blocchi contrapposti (1945-1950) 

Prima Yalta, poi a Potsdam si definiscono i futuri assetti europei, e mondiale dai principali Stati Vincitori della seconda guerra mondiale più la Francia, anche se non ebbe parte attiva nelle discussioni, in quanto essendo stata sconfitta ed invasa dalla Germania, non poteva figurare tra i Paesi vincitori. 

USA e URSS sono i principali interpreti della contrapposizione tra economia capitalista e comunista. Tra le due grandi potenze, emergono le differenze riguardanti i sistemi ideologici. 

Già dal 1946 la tensione tra le due potenze emerge in alcuni discorsi che segneranno la teorizzazione della guerra fredda: in febbraio, Stalin parla di un mondo diviso tra capitalismo e comunismo. due differenti schieramenti destinati a scontrarsi.  Negli anni tra la fine della guerra e il 1950 Stalin infatti crea alcuni stati-satellite alle porte dell’URSS imponendo governi comunisti in Polonia, Romania, Bulgaria, Cecoslovacchia, Ungheria. La sovietizzazione dell’Europa orientale avviene principalmente attraverso metodi autoritari. Nel 1948 la Jugoslavia di Tito si oppone a questo processo. Questo atteggiamento conduce alla rottura con Stalin e ad una defezione significativa per il progetto sovietico: la Jugoslavia da questo momento porta avanti un atteggiamento di equidistanza tra i due blocchi che vanno definendosi, pur mantenendo l’idea e l’economia di tipo marxista.

Tutto questo non esiste più, ma rimane una rivalità senza senso.

Brutto da dire forse, ma questa volta l’Occidente con la scusa che ogni Paese ha il sacrosanto diritto all’autodeterminazione e di conseguenza scegliere le proprie alleanze, coglie l’occasione per posizionare i propri missili a due passi dalla capitale della parte avversa. Cosa c’è realmente in ballo? Un nuovo mercato per il capitalismo in territorio militarmente strategico. Il Paese in questione manco è membro della NATO, quindi nessun obbligo di intervento nel qual caso fosse aggredito, però tutti pronti ad intervenire in difesa, anche militarmente!

I prezzi dell’energia aumentano a dismisura, facendo lievitare di conseguenza i prezzi dei prodotti al consumo. Mi spiace, ma io ho famiglia! e con tanto dolore per l’Ucraina, per quanto mi riguarda, i suoi problemi se li deve risolvere da sola, anche se più comodo farsi difendere da qualcun altro. Il contenzioso riguarda esclusivamente Russia ed Ucraina, come c’è finito in mezzo tutto il resto del mondo?

Maledetto denaro ecco il vero motivo di ogni guerra, che mai mi si parli di ideologie, per non farmi vomitare.

NON PLUS ULTRA MAXIMUS

Comments

Commenti https://en.numista.com/catalogue/exonumia29200.html
Nel 1827 apparve a Lille una moneta di rame – valore di 1 liard (1 duit) – strana e nuova. Con quel denaro si sparse la voce che fosse stato colpito da uno dei nostri mercanti di metalli (Liegi, Belgio). La gente sosteneva che l’effigie fosse il duca di Reischtadt (Napoleone II figlio di Napoleone Bonaparte) e che fosse coinvolta la propaganda politica. La verità era che un mercante di Liegi aveva venduto al signor M*** per 4.000 franchi del leone 320.000 gettoni/monete Massimo, che circolavano tra tutte le piccole monete straniere allora in uso. A Lille la presunta moneta ha preso il sopravvento e, nonostante la sua origine belga, ci siamo sentiti in grado di includerla nella nostra “Coinage of Lille”…….”Si sostiene che Hazebrouck (un’altra città vicino a Lille) abbia anche promosso la visita di un signore mercante, che avrebbe fornito monete simili a un calderaio.
Lo scudo sul rovescio corrisponde al profilo dello scudo di Lille sulla moneta di Carlo X.

“Per la Storia, sono sempre a disposizione” lo dico sempre, e sempre me ne compiaccio.

La numismatica è ricerca in quanto prova tangibile della Storia, ed il modo migliore per raccontarla, senza aver timore di essere pedanti è farlo per aneddoti e per esperienza diretta nella ricerca. Proprio da qui comincia la mia piccola storia personale.

Mio fratello, mi regala una moneta, che a sua volta gli era stata regalata da una signora francese che ha conosciuto nell’ambito del suo lavoro. La moneta era avvolta in un foglio di carta con un appunto di riferimento, che dice che il conio è databile tra il 395 d.C. ed il 455 d.C. emesso sotto l’imperatore Petronio Massimo.

Data la mia superficiale conoscenza della storia di Roma antica, e la mia inesistente conoscenza della sua monetazione, comincio a cercare in rete, facendo capo a quanto scritto sul biglietto:

Ore di ricerca, e scopro moltissimo su questo particolare imperatore, e sul suo predecessore Valentiniano III°, ma della moneta, assolutamente nulla! Decido quindi di cercare per immagini, ed eccola li, con tanto di spiegazione.

A questo punto la domanda sorge spontanea: La signora è stata raggirata, o ha trovato la moneta per pochi spiccioli, che in realtà è proprio quel che vale, ed ha colto l’occasione al volo sperando nell’epico affare?

Tra il serio ed il faceto questo è quanto.

Riqualificazione

La parola del giorno è riqualificazione.

riqualificazione di che, o di che che cosa è oppurtuno chiederselo per cercare di venirne a capo.

Proprio ieri, alcuni amici mi hanno fatto notare che secondo loro, un Forte simbolo del risorgimento nazionale, perno della rivolta della “nuova” Repubblica di San Marco guidata da Daniele Manin nel 1848\49, che cacciò e poi resistette all’assedio austriaco prima di cedere, presa per fame e colera, che custodisce in se, anche i resti dell’antica Marghera, sia un bell’ esempio di riqualificazione.

Certo dico io, tra quelle mura intrise di sangue e sacrificio, cooperative di personaggi disagiati si sono ritagliati il loro spazio per il loro ristorante a buon mercato ed altre attività “artistiche”, sovvenzionate dalle feste rasta, per alternativi ribelli, figli di papà, senza un’ideale reale. Più che pacifisti si possono definire paciafondai visto che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando. Se solo si rendessero conto che quello che hanno, lo devono a chi ha davvero sacrificato tutto. Se solo si rendessero conto, che la storia non è solo una sfilza di date da imparare a memoria, ma persone in carne ed ossa che si sono battute per ciò in cui credevano, e talvolta si sono battuti anche senza crederci con la stessa abnegazione di chi gli stava vicino.

In mille modi un luogo può essere riqualificato senza fargli perdere la dignità e l’importanza della memoria che ci testimonia. Mi rendo conto, che luoghi come questo in tutto il territorio nazionale sono migliaia e che per lo Stato investire nella tutela di questi luoghi sarebbe un salasso, però mi chiedo se a questo punto sia meglio lasciare che vengano inghiottiti dalla natura o riutillizzarli come spazi per scopi di riqualifica di persone che cercano di riproporsi nella società civile dopo aver “peccato”? Non ho nulla contro queste persone, ma se solo avessero cognizione di ciò che li circonda, forse avrebbero più rispetto per quei luoghi. Sarebbe difficile istruire i beneficiari, prima di assegnare ad usofrutto le strutture storiche?

Al momento ciò che succede al patrimonio storico italiano, non mi stancherò mai di dirlo, equivale a bruciare i libri in piazza. Stiamo eliminando la memoria, stiamo eliminando ciò che è vecchio e sacrifificabile con ciò che è Storia. Eliminare la Storia, non è filosofia Futurista, è scempio.

Forte Daniele Manin: Località Portosecco, isola di Pellestrina, Venezia, Laguna Sud

Fiat 600D 1960

Dalla mia collezione modellismo, molto rara la mia FIAT 600D del 1960 in scala 1:43 bellissima.

Invito chiunque a condividere questa magnifica passione per il passato e le sue icone ed il piacere indescrivibile che trasmettono certi piccoli oggetti di grande valore!

L’armata di Rommel

Sempre dalla mia umile collezione, un diorama di ordinaria manutenzione carro, in una pausa dai combattimenti durante l’avanzata italo-tedesca in Africa settentrionale.

Questo diorama l’ho realizzato parecchio tempo fa, alla fine degli anni ’90 del secolo scorso.

Attraverso la mia esperienza di militare di leva, di qualche anno prima ho cercato di immedesimarmi nella quotidianità del fronte africano sempre in frenetico movimento, in un ambiente ostile.

Ho tentato di catturare quel piccolo spazio temporale in cui ancora i magazzini sono pieni, ma i rifornimenti cominciano ad arrivare sempre più scarsi, fino alla quasi totale estinzione dell’epilogo.

Documentazione su questa guerra, non è quasi necessario cercarne. Ciò che è difficile, nonostante le numerose testimonianze oculari di chi ha vissuto tali vicende, è entrare nello stato d’animo di quei soldati.

Me lo sono sempre chiesto, ancora cerco risposta. “Che cosa aveva nella testa il fiero carrista tedesco?”

Carrista tedesco WW II

I carristi di ogni esercito, come del resto ogni altro militare di qualsiasi corpo e grado, non sono sempre impegnati a sparare e morire, spesso compiti di semplice manutenzione di routine incombe nei doveri quotidiani.