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Lanterna ad olio nella laguna

Spesso i mestieri diventano arte.

Sopratutto nel passato, artigianato, mestiere ed arte si fondevano per necesità.

Gli oggetti d’uso quotidiano nel tempo sono divenuti delle rarità , proprio per lo scarso valore che gli veniva attribuito  nel tempo a cui appartenevano. Essi erano frutto di antica maestria manuale dettata  dall’ esperienza, che andava ben oltre la mera necessità, soddisfacendo i bisogni più umani, nella costante ricerca del modo di poter alleviare la crudezza del proprio onere, con i pochi mezzi che le ristrettezze mettevano a disposizione.

Ogni cosa veniva plasmata assecondando la natura del luogo d’impiego, usando i materiali e le conoscenze tecniche a disposizione.

Fiat 600D 1960

Dalla mia collezione modellismo, molto rara la mia FIAT 600D del 1960 in scala 1:43 bellissima.

Invito chiunque a condividere questa magnifica passione per il passato e le sue icone ed il piacere indescrivibile che trasmettono certi piccoli oggetti di grande valore!

L’armata di Rommel

Sempre dalla mia umile collezione, un diorama di ordinaria manutenzione carro, in una pausa dai combattimenti durante l’avanzata italo-tedesca in Africa settentrionale.

Questo diorama l’ho realizzato parecchio tempo fa, alla fine degli anni ’90 del secolo scorso.

Attraverso la mia esperienza di militare di leva, di qualche anno prima ho cercato di immedesimarmi nella quotidianità del fronte africano sempre in frenetico movimento, in un ambiente ostile.

Ho tentato di catturare quel piccolo spazio temporale in cui ancora i magazzini sono pieni, ma i rifornimenti cominciano ad arrivare sempre più scarsi, fino alla quasi totale estinzione dell’epilogo.

Documentazione su questa guerra, non è quasi necessario cercarne. Ciò che è difficile, nonostante le numerose testimonianze oculari di chi ha vissuto tali vicende, è entrare nello stato d’animo di quei soldati.

Me lo sono sempre chiesto, ancora cerco risposta. “Che cosa aveva nella testa il fiero carrista tedesco?”

Carrista tedesco WW II

I carristi di ogni esercito, come del resto ogni altro militare di qualsiasi corpo e grado, non sono sempre impegnati a sparare e morire, spesso compiti di semplice manutenzione di routine incombe nei doveri quotidiani.

L’amica del soldato

Pulita e sistemata, senza togliere i segni del tempo, dell’uso e della sua umile fierezza.

Pochi possono capire cosa si prova a tenere per le mani un oggetto di questo tipo!

Suppongo sia di produzione italiana, risalente all’ ultimo periodo bellico e postbellico.

Purtroppo ancora non ho trovato informazioni più precise, ma la ricerca continua.

La Zecca di Venezia oggi

Io sono quel tipo di persona che si muove poco a dir la verità, ma quando si muove, sà già cosa vuol vedere e dove di conseguenza si deve recare.

Ora mi metto nei panni di un numismatico che debba adempiere alle sue ricerche, o nei per me molto più comodi panni del semplice appassionato di monete e della loro storia, che giunge a Venezia!

Ciò che fu la Zecca di una delle Repubbliche più potenti della storia occidentale, ora è una importantissima e prestigiosa biblioteca monumentale, già questo disorienta se la nostra intenzione è di capire come funzionava la produzione dell’ “oro zecchino”.

Non facciamoci impressionare, dal 1588 in concomitanza al completamento della libreria sansoviniana da parte di Vincenzo Scamozzi, in corrispondenza della diciassettesima arcata del porticato, venne ricavata un’entrata che la collegava al molo. Si viene accolti da due “giganti” a figurata difesa del potere economico dello Stato. Le opere vennero realizzate da Gerolamo Campagna e Tiziano Aspetti. Attraverso il passaggio si giunge al portale con Telamoni.

Siamo entrati! Siamo nel cuore della potenza della “Serenissima”! Chissà quali meraviglie scopriremo?

  • Un torchio del XVIII° secolo al piano terra.
  • Gli antichi forzieri  in legno rivestito di ferro con borchie della Repubblica, al primo piano.

Mi pare pochino! Accidenti a Napoleone! 

Sappiamo che nel cortile della Zecca era situata una “vera da pozzo” monumentale in pietra d’ Istria, disegnata dallo stesso Jacopo Sansovino e realizzata da Danese Cattaneo. Opera magnifica, di forma ottagonale e decorata da quattro colonne che sorreggono l’arco su cui siede la scultura di Apollo che impugna verghe d’oro.

Apollo è quindi raffigurato nudo, seduto sul globo terrestre, appoggiato sopra una montagna d’oro, richiamando la leggenda greca secondo cui, l’oro nasce nelle viscere della terra per volontà del dio Helios.

Fantastico!

Peccato però che nel 1907, si decise di adibire la Zecca a sede della biblioteca marciana, il cortile venne coperto e trasformato in sala lettura, e la vera da to fu rimossa e “parcheggiata” in un luogo indefinito per sette anni. Fino a quando cioè non si è deciso di farla riapparire nel cortile di Ca’ Pesaro, sede certamente molto prestigiosa, ma anche molto lontana dalla realtà per cui è stata concepita.

12 maggio 1797 – Il doge Ludovico Manin è costretto da Napoleone ad abdicare ed a sciogliere   il gran Consiglio della Repubblica Veneta. Viene quindi proclamato un governo provvisorio della municipalità di Venezia che conia monete nella zecca di Venezia.

16 maggio 1797 – Le truppe francesi entrano a Venezia. 

17 ottobre 1797 – Il trattato di Campoformio, tra francesi ed austriaci, determina la fine della municipalità provvisoria di Venezia e sancisce la cessione all’Austria del Veneto, Istria, Dalmazia e delle bocche di Cattaro; viene   così costituita la provincia Veneta dell’Austria. Le monete per la provincia Veneta sono coniate nelle Zecche di Venezia, Vienna e Hall; quelle per Gorizia nelle Zecche di Vienna, Hall, Günzburg, Kremnitz e Schmöllnitz.

18 marzo 1805 – Con la pace di Presburgo l’Austria rinuncia al territorio di Gorizia ed alla provincia Veneta.

Il Veneto è incorporato alla Repubblica Italiana che si trasforma in Regno d’Italia.

Le monete del Regno d’Italia sono coniate, con il sistema metrico decimale, nelle Zecche di Milano, Venezia e Bologna. Il territorio di Gorizia, l’Istria, la Dalmazia e Carraro, insieme a Trieste, sono inglobati, con la capitale Lubiana, nelle province illiriche sotto la diretta influenza dell’Impero Francese.

9 giugno 1815 – Il congresso di Vienna sancisce la nascita del Regno Lombardo Veneto. E’  così restaurato il potere asburgico su quei territori. Francesco II°, ex duca di Milano e Mantova, diviene Francesco I° re del Lombardo Veneto. Il regno Lombardo Veneto ha monetazione propria e le sue monete sono coniate nelle zecche di Milano, Venezia e Vienna. Milano e Venezia, quali zecche dell’Impero Austriaco, coniano monete destinate ai territori dell’ Impero.

23 marzo 1848 – In seguito all’insurrezione popolare antiaustriaca, si costituisce il governo Provvisorio di Venezia. Durante questo Governo vengono coniate monete a sistema decimale.

24 agosto 1849 – Dopo un lungo assedio e violenti bombardamenti, gli austriaci costringono i veneziani alla resa. Sciolgono il Governo Provvisorio di Venezia e dichiarano illegittime le monete da esso emesse.

17 marzo 1861 – Vittorio Emanuele II° re di Sardegna, su votazione del parlamento, assume il titolo di Re d’Italia. 

Le zecche di Genova ed in seguito, Venezia rimangono aperte con incarico di stabilimenti di affinazione.

1870 (data non precisata) – Sono soppresse definitivamente le zecche di Torino, Venezia e Napoli.

Siamo nella Zecca di Venezia! Ci si sente come Indiana Jones, alla ricerca degli antichi ducati di oro purissimo 997/1000, ma ahimè, niente da fare, è già stato spazzolato tutto. Ma come nei film, non disperiamo e scopriremo che la collezione numismatica della città di Venezia è al museo Correr, presso l’ala napoleonica di piazza San Marco, poco distante a dirla tutta, ma non dove sarebbe logico si trovasse.

Da una veloce ricerca in internet (wikipedia) riporto:

Niente male! ma la domanda che mi sovviene è sempre la stessa, perchè non lasciare le cose al loro posto, o quantomeno dove è giusto che siano? ed ancora, perché non far capire l’importanza e la sacralità del luogo in cui venivano coniate le monete e custodito il tesoro dello Stato, ed il deposito dei Privati? Fin dal XIII° secolo, quando era soltanto un palazzo in legno, distrutto da un incendio nel 1532, e ricostruito a partire dal 1537, Jacopo Sansovino, in dieci anni lo ridisegnò completamente dando a tutta la piazza la magnificenza che tutti oggi ammiriamo. La liquidità a disposizione dello Stato era e rimaneva sempre lì, perché oggi tanta dispersione di conoscenza? 

Ho cercato di vedere con gli occhi di un turista, che non sá, ma vorrebbe sapere, esattamente come me, che turista non sono …  Per un unico tema tre luoghi diversi? Dico boh? E penso mah! 

STORIA DELLA DIDATTICA DI GIORGIO GABRIELLI 1955

La necessita’ di formare nuovi elettori, porta alla conseguente distorsione dei fatti storici o perlomeno all’ esaltazione dei meriti del popolo, ed ammissione dei fatti meno gradevoli.

Nel 1888 Gabelli affermava che la storia generale, per i bambini era solo … “Una filza di nomi e di date … priva di qualunque valore educativo”.

Nel 1905 ancora si cercava il modo di far entrare la storia generale nella scuola elementare.

Solo nel 1923 si troverà il modo con la legge Gentile secondo la soluzione che dette Giuseppe Lombardo Radice. Tale legge elevava l’obbligo di frequenza fino alla restaurata quinta elementare uguale per tutti, o comunque fino al quattordicesimo anno di età.                                       

Nel 1945 vennero cambiati completamente i programmi delle elementari, che risulteranno essere i migliori che l’ Italia avesse mai avuto prima di allora.                                                         

Essi furono redatti con grande tempestività (il 9 febbraio 1945 erano già pronti) dal pedagogista statunitense C.W.Washburne.                                  Fondamentalmente ora la storia veniva insegnata come “storia della civiltà umana”, in contrapposizione ad ogni nazionalismo dei programmi precedenti.     

                                       

 Storia e Geografia, sono ora strettamente connesse. tutto ciò per far comprendere il cammino della “civiltà umana” e far apparire la materia come insegnamento morale, mettendo in risalto il rapporto dell’ uomo con la natura.            

Uno dei motivi di fallimento dei programmi del 1945, stava sicuramente che la storia recente veniva esclusa ponendo il limite cronologico al 1919.                                                                               

  La storia restava nazionalista, anche se solo sentimentale – romantico – patriottica.                         

  Tutto ciò rendeva molto difficile un insegnamento incentrato sulla civiltà umana e l’ opera di tutti i popoli.                                                                                

Un secondo motivo, sta nell’ ostilità di gran parte del mondo cattolico nei confronti di un programma che aveva fatto cadere la religione come “fondamento e coronamento”, puntando invece a fare della religione stessa solo un momento, sia pure centrale, del sistema dei valori  umani e di fratellanza.

Il terzo motivo: Il legame incongruente con la tradizione attivistica americana di Washburne (in modo che suonava scandaloso essi affermavano: “non è sufficiente all’ insegnante la sola cultura umanistica”).                                                                             

Per esaltare invece “i principi di un sano attivismo italiano, che non si allinea a formula straniere, anche se le tiene nella doverosa considerazione critica”.                                                                              GIORGIO GABRIELLI 1955

Bollettino di Numismatica OnLine – Studi e Ricerche

https://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/apriArticolo.html?idArticolo=25&from=