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Lanterna ad olio nella laguna

Spesso i mestieri diventano arte.

Sopratutto nel passato, artigianato, mestiere ed arte si fondevano per necesità.

Gli oggetti d’uso quotidiano nel tempo sono divenuti delle rarità , proprio per lo scarso valore che gli veniva attribuito  nel tempo a cui appartenevano. Essi erano frutto di antica maestria manuale dettata  dall’ esperienza, che andava ben oltre la mera necessità, soddisfacendo i bisogni più umani, nella costante ricerca del modo di poter alleviare la crudezza del proprio onere, con i pochi mezzi che le ristrettezze mettevano a disposizione.

Ogni cosa veniva plasmata assecondando la natura del luogo d’impiego, usando i materiali e le conoscenze tecniche a disposizione.

L’amica del soldato

Pulita e sistemata, senza togliere i segni del tempo, dell’uso e della sua umile fierezza.

Pochi possono capire cosa si prova a tenere per le mani un oggetto di questo tipo!

Suppongo sia di produzione italiana, risalente all’ ultimo periodo bellico e postbellico.

Purtroppo ancora non ho trovato informazioni più precise, ma la ricerca continua.

La Zecca di Venezia oggi

Io sono quel tipo di persona che si muove poco a dir la verità, ma quando si muove, sà già cosa vuol vedere e dove di conseguenza si deve recare.

Ora mi metto nei panni di un numismatico che debba adempiere alle sue ricerche, o nei per me molto più comodi panni del semplice appassionato di monete e della loro storia, che giunge a Venezia!

Ciò che fu la Zecca di una delle Repubbliche più potenti della storia occidentale, ora è una importantissima e prestigiosa biblioteca monumentale, già questo disorienta se la nostra intenzione è di capire come funzionava la produzione dell’ “oro zecchino”.

Non facciamoci impressionare, dal 1588 in concomitanza al completamento della libreria sansoviniana da parte di Vincenzo Scamozzi, in corrispondenza della diciassettesima arcata del porticato, venne ricavata un’entrata che la collegava al molo. Si viene accolti da due “giganti” a figurata difesa del potere economico dello Stato. Le opere vennero realizzate da Gerolamo Campagna e Tiziano Aspetti. Attraverso il passaggio si giunge al portale con Telamoni.

Siamo entrati! Siamo nel cuore della potenza della “Serenissima”! Chissà quali meraviglie scopriremo?

  • Un torchio del XVIII° secolo al piano terra.
  • Gli antichi forzieri  in legno rivestito di ferro con borchie della Repubblica, al primo piano.

Mi pare pochino! Accidenti a Napoleone! 

Sappiamo che nel cortile della Zecca era situata una “vera da pozzo” monumentale in pietra d’ Istria, disegnata dallo stesso Jacopo Sansovino e realizzata da Danese Cattaneo. Opera magnifica, di forma ottagonale e decorata da quattro colonne che sorreggono l’arco su cui siede la scultura di Apollo che impugna verghe d’oro.

Apollo è quindi raffigurato nudo, seduto sul globo terrestre, appoggiato sopra una montagna d’oro, richiamando la leggenda greca secondo cui, l’oro nasce nelle viscere della terra per volontà del dio Helios.

Fantastico!

Peccato però che nel 1907, si decise di adibire la Zecca a sede della biblioteca marciana, il cortile venne coperto e trasformato in sala lettura, e la vera da to fu rimossa e “parcheggiata” in un luogo indefinito per sette anni. Fino a quando cioè non si è deciso di farla riapparire nel cortile di Ca’ Pesaro, sede certamente molto prestigiosa, ma anche molto lontana dalla realtà per cui è stata concepita.

12 maggio 1797 – Il doge Ludovico Manin è costretto da Napoleone ad abdicare ed a sciogliere   il gran Consiglio della Repubblica Veneta. Viene quindi proclamato un governo provvisorio della municipalità di Venezia che conia monete nella zecca di Venezia.

16 maggio 1797 – Le truppe francesi entrano a Venezia. 

17 ottobre 1797 – Il trattato di Campoformio, tra francesi ed austriaci, determina la fine della municipalità provvisoria di Venezia e sancisce la cessione all’Austria del Veneto, Istria, Dalmazia e delle bocche di Cattaro; viene   così costituita la provincia Veneta dell’Austria. Le monete per la provincia Veneta sono coniate nelle Zecche di Venezia, Vienna e Hall; quelle per Gorizia nelle Zecche di Vienna, Hall, Günzburg, Kremnitz e Schmöllnitz.

18 marzo 1805 – Con la pace di Presburgo l’Austria rinuncia al territorio di Gorizia ed alla provincia Veneta.

Il Veneto è incorporato alla Repubblica Italiana che si trasforma in Regno d’Italia.

Le monete del Regno d’Italia sono coniate, con il sistema metrico decimale, nelle Zecche di Milano, Venezia e Bologna. Il territorio di Gorizia, l’Istria, la Dalmazia e Carraro, insieme a Trieste, sono inglobati, con la capitale Lubiana, nelle province illiriche sotto la diretta influenza dell’Impero Francese.

9 giugno 1815 – Il congresso di Vienna sancisce la nascita del Regno Lombardo Veneto. E’  così restaurato il potere asburgico su quei territori. Francesco II°, ex duca di Milano e Mantova, diviene Francesco I° re del Lombardo Veneto. Il regno Lombardo Veneto ha monetazione propria e le sue monete sono coniate nelle zecche di Milano, Venezia e Vienna. Milano e Venezia, quali zecche dell’Impero Austriaco, coniano monete destinate ai territori dell’ Impero.

23 marzo 1848 – In seguito all’insurrezione popolare antiaustriaca, si costituisce il governo Provvisorio di Venezia. Durante questo Governo vengono coniate monete a sistema decimale.

24 agosto 1849 – Dopo un lungo assedio e violenti bombardamenti, gli austriaci costringono i veneziani alla resa. Sciolgono il Governo Provvisorio di Venezia e dichiarano illegittime le monete da esso emesse.

17 marzo 1861 – Vittorio Emanuele II° re di Sardegna, su votazione del parlamento, assume il titolo di Re d’Italia. 

Le zecche di Genova ed in seguito, Venezia rimangono aperte con incarico di stabilimenti di affinazione.

1870 (data non precisata) – Sono soppresse definitivamente le zecche di Torino, Venezia e Napoli.

Siamo nella Zecca di Venezia! Ci si sente come Indiana Jones, alla ricerca degli antichi ducati di oro purissimo 997/1000, ma ahimè, niente da fare, è già stato spazzolato tutto. Ma come nei film, non disperiamo e scopriremo che la collezione numismatica della città di Venezia è al museo Correr, presso l’ala napoleonica di piazza San Marco, poco distante a dirla tutta, ma non dove sarebbe logico si trovasse.

Da una veloce ricerca in internet (wikipedia) riporto:

Niente male! ma la domanda che mi sovviene è sempre la stessa, perchè non lasciare le cose al loro posto, o quantomeno dove è giusto che siano? ed ancora, perché non far capire l’importanza e la sacralità del luogo in cui venivano coniate le monete e custodito il tesoro dello Stato, ed il deposito dei Privati? Fin dal XIII° secolo, quando era soltanto un palazzo in legno, distrutto da un incendio nel 1532, e ricostruito a partire dal 1537, Jacopo Sansovino, in dieci anni lo ridisegnò completamente dando a tutta la piazza la magnificenza che tutti oggi ammiriamo. La liquidità a disposizione dello Stato era e rimaneva sempre lì, perché oggi tanta dispersione di conoscenza? 

Ho cercato di vedere con gli occhi di un turista, che non sá, ma vorrebbe sapere, esattamente come me, che turista non sono …  Per un unico tema tre luoghi diversi? Dico boh? E penso mah! 

STORIA DELLA DIDATTICA DI GIORGIO GABRIELLI 1955

La necessita’ di formare nuovi elettori, porta alla conseguente distorsione dei fatti storici o perlomeno all’ esaltazione dei meriti del popolo, ed ammissione dei fatti meno gradevoli.

Nel 1888 Gabelli affermava che la storia generale, per i bambini era solo … “Una filza di nomi e di date … priva di qualunque valore educativo”.

Nel 1905 ancora si cercava il modo di far entrare la storia generale nella scuola elementare.

Solo nel 1923 si troverà il modo con la legge Gentile secondo la soluzione che dette Giuseppe Lombardo Radice. Tale legge elevava l’obbligo di frequenza fino alla restaurata quinta elementare uguale per tutti, o comunque fino al quattordicesimo anno di età.                                       

Nel 1945 vennero cambiati completamente i programmi delle elementari, che risulteranno essere i migliori che l’ Italia avesse mai avuto prima di allora.                                                         

Essi furono redatti con grande tempestività (il 9 febbraio 1945 erano già pronti) dal pedagogista statunitense C.W.Washburne.                                  Fondamentalmente ora la storia veniva insegnata come “storia della civiltà umana”, in contrapposizione ad ogni nazionalismo dei programmi precedenti.     

                                       

 Storia e Geografia, sono ora strettamente connesse. tutto ciò per far comprendere il cammino della “civiltà umana” e far apparire la materia come insegnamento morale, mettendo in risalto il rapporto dell’ uomo con la natura.            

Uno dei motivi di fallimento dei programmi del 1945, stava sicuramente che la storia recente veniva esclusa ponendo il limite cronologico al 1919.                                                                               

  La storia restava nazionalista, anche se solo sentimentale – romantico – patriottica.                         

  Tutto ciò rendeva molto difficile un insegnamento incentrato sulla civiltà umana e l’ opera di tutti i popoli.                                                                                

Un secondo motivo, sta nell’ ostilità di gran parte del mondo cattolico nei confronti di un programma che aveva fatto cadere la religione come “fondamento e coronamento”, puntando invece a fare della religione stessa solo un momento, sia pure centrale, del sistema dei valori  umani e di fratellanza.

Il terzo motivo: Il legame incongruente con la tradizione attivistica americana di Washburne (in modo che suonava scandaloso essi affermavano: “non è sufficiente all’ insegnante la sola cultura umanistica”).                                                                             

Per esaltare invece “i principi di un sano attivismo italiano, che non si allinea a formula straniere, anche se le tiene nella doverosa considerazione critica”.                                                                              GIORGIO GABRIELLI 1955

Bollettino di Numismatica OnLine – Studi e Ricerche

https://www.bdnonline.numismaticadellostato.it/apriArticolo.html?idArticolo=25&from=

Collezione numismatica 2021

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La nuova collezione numismatica 2021 di MEF e Zecca dello Stato ispirata alle maestranze italiane

    By Valentina Muzi -24 gennaio 2021

FRA LE 15 MONETE DELLA NUOVA COLLEZIONE NUMISMATICA 2021 PRESENTATA DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DALLA ZECCA DELLO STATO SPICCA L’IMMAGINE DEL COMPARTO SANITARIO, IN PRIMA LINEA PER COMBATTERE IL COVID-19. UNA GRANDE FONTE DI ISPIRAZIONE ARRIVA ANCHE DALL’ARTE, LA STORIA, LO SPORT, LA SCIENZA, LA NATURA E LE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE.

Grazie- La moneta da 2 euro dedicata al personale sanitario

Grazie- La moneta da 2 euro dedicata al personale sanitario

Un’Italia unita e coesa, questo è il ritratto che emerge dalla Collezione Numismatica 2021 presentata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme al Poligrafico e Zecca dello Stato. La celebrazione di personaggi illustri come il poeta Dante Alighieri, del quale quest’anno ricorre il settecentenario, il compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore Ennio Morricone, da poco scomparso, e artisti come Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, rende omaggio al genio creativo italiano. Lo sguardo è rivolto anche al presente, più precisamente a tutto il personale sanitario che ha messo la propria professionalità al servizio della collettività durante l’emergenza Covid-19. A loro è dedicata infatti la moneta dal valore di 2 euro, destinata anche alla circolazione ordinaria. A rappresentare il Bel Paese ci sono inoltre lo sport con i Mondiali di Sci Alpino e la Federazione Italiana di Pallacanestro, le maestranze italiane, l’inventore Antonio Meucci e la scrittrice Grazia Deledda. E ancora prodotti come la rinomata Nutella, e eccellenze enogastronomiche tra tortellini e lambrusco propri del territorio emiliano, per poi passare nella soleggiata Sicilia tra cannoli e profumato passito. Con la nuova collezione di monete emergono anche le profonde radici della Penisola, e lo vediamo con la serie degli imperatori che prende forma nel volto di Costantino, per poi dirigersi verso la serie iconica della moneta simboleggiata dalla storica Lira, senza dimenticare le complesse condizioni climatiche e ambientali odierne che portano all’estinzione di specie animali come lo stesso Orso Polare. 

L’ARTE E LA CULTURA ITALIANA IN MONETA

A rappresentare le maestranze artistiche italiane c’è il Caravaggio: nel 2021 ricorrono infatti i 450 anni dalla nascita (1571). Come si legge nelle dettagliate schede tecniche che incorniciano ogni singola moneta, l’inconfondibile ritratto ripreso dal disegno pastello del pittore Ottavio Leoni (della Biblioteca Marucelliana di Firenze) è posto sul fronte della moneta, mentre sul retro c’è un angelo di spalle che suona il violino, un particolare della famosa opera del Merisi “Riposo durante la fuga in Egitto”, databile al 1597 e custodita presso la Galleria Doria Pamphilj di Roma. Per quanto riguarda Dante Alighieri, troviamo lo storico profilo ispirato da un’opera di Sandro Botticelli sul fronte, mentre sul retro sono incisi i gironi dell’Inferno descritti con minuzia nella celebre Divina Commedia, circondati dal famosissimo verso che chiude la cantica dell’Inferno, ovverosia “e quindi uscimmo a riveder le stelle”, un po’ lo slogan di tutte le celebrazioni. L’eco della celebre scrittrice Grazia Deledda trova forma invece nella firma autografa e nel ritratto con a fianco il nome dell’autore U. Pernazza. Il genio italiano è rappresentato anche da un Antonio Meucci a mezzo busto che riprende un’incisione di Giovanni Cantagalli pubblicata nel 1889 nella rivista “L’Illustrazione Italiana” (Biblioteca del Museo di Storia della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze). Sul retro un telefono d’epoca con al centro il vecchio disco combinatore il logogramma @, simbolo dell’evoluzione della comunicazione con l’avvento di internet. Infine, e non per minor importanza, troviamo il direttore d’orchestra e compositore Ennio Morricone, un ritratto sul fronte e il volteggiare delle sue mani mentre dirigere strumenti ed emozioni sul retro. 

COLLEZIONE NUMISMATICA, TRA ARTIGIANATO E TECNOLOGIA

La Collezione Numismatica è da sempre il risultato del profondo legame che unisce le professionalità artistiche incisorie all’innovazione tecnologica. Ad animare la serie del 2021 ci sono ad esempio le inserzioni cromatiche, la resa fosforescente e la rodiatura, l’utilizzo di materiali come il rame e l’oro dal rimando simbolico. “Il 2020 ha cambiato molte cose e anche la numismatica. La digitalizzazione forzata, connessa alla pandemia, ha accelerato una tendenza in atto portando ad uno sviluppo del canale online oltre le migliori aspettative”, spiega Alessandro Rivera, Direttore Generale del Tesoro. “Si tratta di un pubblico nuovo e giovane: il portale IPZS registra infatti migliaia di acquisti effettuati da persone al di sotto dei 40 anni. Nel 2021 per la prima volta saranno inoltre possibili anche acquisti dall’estero, sia sul sito che tramite una apposita APP. Dietro a questi risultati c’è una sostanziale innovazione dei processi amministrativi e autorizzativi che sono a monte di tutto il percorso creativo, produttivo e distributivo e che permettono di portare nel mondo creazioni italiane di altissimo livello tecnico e artistico”. A rivestire un ruolo rilevante è stato anche il luogo di presentazione, che sancisce l’unione tra la storia della moneta e la storia industriale della Zecca, come sottolinea Paolo Aielli, Amministratore Delegato del Poligrafico e Zecca dello Stato “Quest’anno abbiamo deciso di presentare la nuova collezione numismatica al Museo della Zecca di Roma. Uno spazio evocativo, che ripercorre la storia della moneta e la storia industriale della Zecca, attraverso l’esposizione di macchinari storici utilizzati per la coniazione. Ritengo che questa Collezione abbia raggiunto un perfetto equilibrio tra storia, cultura e arte, tra tradizione e modernità, ma allo stesso tempo rompa gli schemi, proiettandosi nel futuro della numismatica italiana, con tematiche sempre più aderenti alla cultura dei nostri tempi”. 

– Valentina Muzi

Collezione acquistabili sul portale e-commerce della Zecca italiana, oltre che nei punti vendita del Poligrafico e Zecca dello Stato dal 26 gennaio 2021.

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Valentina Muzi

Valentina Muzi

Valentina Muzi (Roma, 1991) è diplomata in lingue presso il liceo G.V. Catullo, matura esperienze all’estero e si specializza in lingua francese e spagnola con corsi di approfondimento DELF e DELE. La passione per l’arte l’ha portata a iscriversi alla Facoltà di Studi Storico-Artistici dell’Università di Roma La Sapienza, laureandosi in Storia dell’Arte Contemporanea e svolgendo il tirocinio formativo presso il MLAC – Museo e Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Ateneo, parallelamente ha frequentato un Executive Master in Management dei Beni Culturali presso la Business School del Sole24Ore di Roma. Dal 2016 svolge attività di PR, traduzione di cataloghi, stesura di testi critici e curatela indipendente. Dal 2017 svolge l’attività di giornalista di taglio critico e finanziario per riviste di settore. Attualmente è membro del Board Strategico presso l’Associazione culturale Arteprima noprofit, nella stessa ha svolto il ruolo di Social Media Manager ed è Responsabile organizzativa della piattaforma Arteprima Academy.

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La funzione della storia

La storia è la materia che forma il pensiero e la coscienza dell’elettore di domani, è fondamentale quindi conoscere l’evoluzione dei programmi di insegnamento nell’Italia unita, dal 1861 ai giorni nostri, per comprendere come nel tempo sono state plasmate le menti per essere ricettive alle cause programmate per il futuro prossimo.

Nel 1955 abbiamo assistito alla nascita del programma Ermini, dopo una lunga lavorazione. I programmi Ermini restarono in vigore per ben 30 anni i più duraturi nella storia dell’Italia unita; nella seconda metà di questo lungo percorso erano già culturalmente obsoleti. Erano già arretrati quando hanno preso vita, per via di una cultura pedagogica, già anacronistica. L’articolo 7 della costituzione della Repubblica italiana è soltanto una delle innumerevoli cause!